Prologo
Da bambino, il mio mondo aveva la forma di un rettangolo d’erba e due porte. Il mio posto era lì, tra i pali. Le mani foderate di guanti troppo grandi, gli occhi fissi sulla palla, il cuore che batteva all’unisono con il respiro del gioco. Sognavo di giocare il campionato mondial, di essere l’ultimo baluardo della selezione nazionale, l’eroe di un intero paese. La gloria, nella mia testa, aveva il sapore dell’erba bagnata e il suono secco di un tiro parato.
La vita, si sa, segue schemi diversi da quelli che disegniamo da ragazzi. Quel sogno specifico è rimasto tra i ricordi, prezioso e intatto come una foto ingiallita. Non ho mai difeso la porta della mia squadra. Ma il calcio non mi ha abbandonato. Ha solo cambiato forma
Si è trasformato in storie
Perché il campo, in fondo, è un palcoscenico perfetto. Sulla sua superficie si giocano partite, ma si vivono anche drammi, alleanze, tradimenti, trionfi e cadute rovinose. Ci sono eroi arroganti come Fabio, squadre unite da un segreto come le Aquile, e intrighi che vanno ben oltre il fischio dell’arbitro. C’è spazio per l’amore, per la rabbia, per il mistero più oscuro e per la redenzione più luminosa
Questo romanzo nasce da lì. Dal mio amore per quel rettangolo di gioco e dalla consapevolezza che le storie più avvincenti non si disputano solo per un trofeo, ma per conquistare qualcosa di molto più grande: il rispetto, la verità, se stessi
Quindi, prendete posto in tribuna. O meglio, scendete in campo. La partita sta per iniziare. Non è la finale dei Mondiali, ma credetemi: qui, ogni pallone ha il peso di un segreto, e ogni gol può cambiare tutto
Spero che questa avventura, nata da un sogno tra i pali, vi conquisti come ha conquistato me mentre la scrivevo
Buona lettura
Roberto Fader